Come tessere di un domino: le connessioni che facilitano tua carriera artistica

connessioni che facilitano la tua carriera artistica

E se ti dicessi che la chiave di volta per raggiungere i tuoi obiettivi artistici parte da un caffé con una persona che ancora non conosci e che al 90% probabilmente non ti sembrerà in quel momento niente di che?

Le connessioni sono come tessere del domino, da sole non servono a molto ma tutte insieme dopo un po’ creano la magia.

Ne parliamo in questo articolo del blog Professione Artista.

Connessioni che facilitano la tua carriera artistica

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Si dice che con sole 8 connessioni puoi arrivare a chiunque nel mondo. Secondo me ne bastano molte meno. Ora pensa se una di quelle connessioni fosse proprio la persona che può portare la tua arte al livello che sogni

Ciao, benvenuta e benvenuto in questa nuovo articolo del blog Professione Artista. Finalmente sono tornata dopo questo lungo stop, ma nel mentre non sono stata ferma! Ho toccato con mano situazioni ed esperienze che nn vedo l’ora di condividere con te, cominciando da ora 😉

Oggi vorrei riflettere con te su proprio su questo: come creare connessioni intelligenti con i facilitatori della crescita del tuo percorso artistico. Parliamo di chi sono, almeno alcuni di loro, quelli che secondo me sono i più interessanti e ti do il mio punto di vista sull’importanza di crearsi una rete di contatti solida nel tempo.

Mettiamo a fuoco il tema delle conoscenze nel mondo dell'arte

Adesso, immagina di voler entrare in un club esclusivo. Non basta bussare alla porta.
Devi sapere dov’è, conoscere le regole d’ingresso, capire chi ti può presentare.
Il mondo dell’arte – e in particolare quello delle gallerie – funziona esattamente così.

Non basta avere talento.
Servono da un lato competenze, dall’altro una strategia e poi serve un modo per essere nel posto giusto, con le persone giuste, nel momento giusto.

Questa cosa l’ho vissuta sulla mia pelle direttamente pochissimo tempo fa a Parigi.

Come forse sai sono sparita per un po’ di tempo per concentrarmi con lo street artist CIBO su un grosso progetto il festival di street art Best Before e la relativa mostra fotografica. Ora non scendo nei dettagli perché avrò modo di parlarti del progetto nei prossimi post, quello di cui mi interessa parlarti oggi è il potere delle connessioni e come creare queste connessioni dal niente.

Il problema di fondo nel crearsi una rete

Partiamo dal problema. Tantissimi artisti mi scrivono dicendo:
“Sara, voglio muovermi nel mercato dell’arte, ma non so da dove partire. Non conosco nessuno. Non mi considera nessuno. Le persone che mi considerano sono poco serie e io non voglio né farmi fregare né svendermi”

Ovviamente che in galleria non ci sia posto per tutti è un dato di fatto, che per accedervi servano delle caratteristiche specifiche è un altro dato di fatto, che serva avere i contatti è tendenzialmente vero ma che questi contatti siano impossibili da fare è falso. Purtroppo però ci vuole tempo e finché li stai costruendo ti sembra di non fare niente.

Ogni persona che conosci, ogni evento a cui partecipi, ogni fiera a cui vai, sembra sempre una grande perdita di tempo. Sono eventi tutti uguali, ci sono sempre le stesse persone, non cambia mai niente, torni a casa e sei al punto di partenza. Sbagliato!

Sei un passo più avanti ma ancora non lo sai. Perché questi eventi sono tutti uguali e appunto ci sono sempre la sesse persone! Il mondo dell’arte è un circuito chiuso, te lo ricordi?

Partecipare a degli eventi dove ci sono sempre le stesse persone fa si che tu ti faccia conoscere, esserci ti rende un volto noto e ti rende riconoscibile da quelle persone che con tutta probabilità hanno in qualche modo il gancio per sbloccare il livello successivo.

Ovvio che andare agli eventi non basta, si tratta di un approccio tendenzialmente multicanale perché a tutti gli effetti tu non sai esattamente da dove ti arriverà la tua prima connessione strategica. Quella che potrebbe cambiare tutto.

Nel mio caso è arrivata in un festival in Bosnia nel 2023 dove CIBO ha conosciuto la famosa fotografa di street art Martha Cooper ma per arrivare a quel festival sono state fatte tante piccole azioni nel tempo, su diversi canali che hanno fatto sì che il direttore artistico del festival ci chiedesse di partecipare.

So quali sono le azioni precise? Non con esattezza.

So che sono nel nostro caso un insieme di attività social e stampa con condivisioni e interviste su media di diverso tipo dalle riviste, al web alla televisione, partecipazione a festival, commissioni istituzionali con ambasciate e enti, collaborazioni con ONG, eccetera…

Crearsi i contatti è un processo "multichannel"

Non è mai quindi una sola azione a fare la differenza ma tante piccole azioni che tutte insieme portano, a un certo punto, un cambiamento. Non sai quando avverrà ma se agisci in modo costante e coerente, hai un messaggio forte e ti muovi nell’ambiente creando connessioni anche a piccoli passi prima o poi i puntini si uniscono. Perché un tizio, conosce un tizio, che conosce un altro tizio che ha il numero di telefono della persona che potrebbe cambiarti la vita!

Ti assicuro che questa cosa funziona su scala mondiale! Nella mia rubrica ho numeri di telefono di persone che vivono ovunque e mai avrei pensato di poter raggiungere e li ho avuti chiacchierando del più e del meno, con un caffè in mano presentando la mia visione dell’arte e un’idea di progetto.
È successo da oggi a domani? In realtà sì, ma dopo anni di lavoro.

Perché te lo dico? Perché il momento del cambiamento è abbastanza rapido ma comunque devi crearti una reputazione che sostenga il cambiamento e quella si crea nel tempo.

Ci sono dei fattori che aumentano l’efficacia delle tue azioni e sono avere una visione chiara di quella che è la tua arte e la trasformazione che vuoi ottenere, i significati, il messaggio che vuoi portare, il motore che ti muove, i tuoi obiettivi artistici e personali e i mezzi con cui vorresti raggiungerli, la dedizione e la perseveranza.

Quando hai chiari questi aspetti sei già a metà dell’opera. Perché a seconda dei tuoi obiettivi e dei mezzi con cui vuoi raggiungerli cambiano i facilitatori.

Se vuoi trasformare l’arte in un lavoro hai più di un modo per farlo, non necessariamente la galleria è quello ideale. Puoi vendere online, lavorare su commissione, aprire il tuo studio, avviare partnership con brand (per farti alcuni esempi) ma se per esempio all’obiettivo “professionale” di lavorare come artista aggiungi anche l’obiettivo personale di “ottenere riconoscimento dal mercato tradizionale dell’arte” ecco che le gallerie iniziano ad essere strategiche.

Ora, se ragioni in termini di obiettivi, ovvero in ciò che desideri ottenere tu realmente indipendentemente da quello che gli altri pensano sia la strada migliore, non c’è meglio o peggio c’è il tuo obiettivo e la strada per raggiungerlo.

Quali sono i contatti che contano? Scopriamo chi sono i facilitatori della tua crescita come artista

Lungo questa strada ci sono i facilitatori, ovvero figure che insieme alle competenze artistiche che acquisisci nel tempo possono sbloccare “livelli” professionali facendoti passare al livello successivo.

I facilitatori sono diversi a seconda del tipo percorso artistico che desideri fare. Ma quelli più rilevanti secondo me sono:

  • Galleristi
  • Curatori
  • Art dealer
  • Critici
  • Altri artisti
  • Collezionisti

A seconda del tuo posizionamento e di come cambia la tua reputazione come artista nel tempo puoi ambire a raggiungere più o meno facilmente gli uni o gli altri.

Gli artisti

Quelli che io reputo i migliori facilitatori soprattutto per chi è all’inizio sono gli artisti. Ci sono mille stili, correnti artistiche, tecniche e migliaia di artisti. Ma ti assicuro che nell’ambiente di riferimento a livello medio alto tra loro si conoscono tutti. Come sai, tra tutte le correnti artistiche quella in cui mi muovo meglio e conosco di più è quella della street art e questa cosa l’ho toccata con mano. Quando ti inizi a posizionare a livello medio alto, tutti conoscono tutti. Ma non solo a livello Italia, ti parlo a livello Mondo. Con due strette di mano arrivi a Obay da un lato e al Museo dei Graffiti di Miami, ma letteralmente!

Quindi non sottovalutare mai l’importanza di parlare e confrontarti con altri artisti che lavorano nel tuo settore e magari un po’ più avanti di te. Perché da una collaborazione ne nasce un’altra, e un’altra e un’altra. Non succede subito, devi farti un nome, crearti una reputazione ma nel tempo conoscerai una persona che ti presenterà ad un’altra persona e inizierà senza che tu te ne accorga.

Critici

Altri facilitatori sono i critici, loro li trovi con facilità ai concorsi, online, sui social e alle fiere. Quindi partecipa a concorsi, seguili sui social cerca di conoscerli e entrare in contatto con loro. Forse non ci hai mai pensato ma partecipare a un concorso non vuol dire solo “vincere il o perdere concorso” e guadagnare “punti arte” ma soprattutto creare connessioni, avere l’occasione di conoscere la giuria. Jago l’ho incontrato così, tra l’altro non ero neanche tra i concorrenti ma ero stata invitata come ospite all’evento. Certo, non tutti saranno socievoli, simpatici e disponibili alla condivisione ma tu intanto inizi a muoverti nell’ambiente, il tuo nome gira e inizi a conoscere persone.

Curatori

La stessa cosa vale per i curatori, che sono quelli con cui dovresti parlare soprattutto prima di approcciare una galleria grossa. Loro hanno la visione d’insieme e sanno che tipologia di artisti cerca una galleria, conoscono in prima persona il gallerista e di solito sono persone più facili da raggiungere, hanno più tempo, sono curiosi e amano immergersi nell’arte e passare il tempo con gli artisti quindi sono anche più gestibili a livello umano. Spesso anche se non sei idoneo per la loro galleria, possono darti consigli oppure sanno indirizzarti o conoscono qualcuno che potrebbe aiutarti.

Art Dealer

Poi ci sono gli art dealer, che personalmente io adoro. Sono figure difficilissime da trovare, ma che se trovi quello bravo non lasciartelo scappare. Sono esseri ibridi, una sorta di agente con un piede in galleria e si occupano di vendere le opere d’arte. A volte se particolarmente noti diventano anche art advisor magari promotori di stili e tendenze nuove o emergenti (quindi una sorta di riferimento per i collezionisti nel momento dell’acquisto).

I dealer di solito lavorano in modo indipendente, hanno un portfolio di artisti che propongono al loro network fatto sia di gallerie che di collezionisti. Sono figure che per anni magari hanno lavorato in galleria, hanno maturato esperienza e acquisito contatti e hanno deciso poi di lavorare in mondo autonomo.

Collezionisti

Gli ultimi facilitatori su cui vorrei farti ragionare sono i collezionisti. Il passaparola dei collezionisti è una cosa potentissima. C’è stato un periodo ad Hollywood che se non avevi almeno un Banksy a casa non eri nessuno. A certi livelli il collezionista acquista anche per senso di appartenenza ad un gruppo, come status symbol e non pensare che questo avvenga solo tra i milionari. Succede anche tra i benestanti piccoli collezionisti o collezionisti di arte democratica. Cambia la tipologie di opere che acquistano in base alla disponbilità economica ma il peso che ha il passaparola rimane invariato.

Conclusioni

Tutte queste figure (artisti, curatori, collezionisti, galleristi, critici, art dealer) si muovono in spazi diversi dall’online all’offline, dai social, agli eventi, alle fiere passando per le riviste d’arte.

Ecco perché devi presidiare diversi canali ma con intento, non basta essere sui social così come non basta vincere un concorso o avere un paio di pubblicazioni. Andare a una fiera o frequentare eventi, talk e webinair. Deve essere un approccio multicanale di connessione genuina e portato avanti con onestà per riuscire ad innescare relazioni.

Non succede da oggi a domani ci vuole un lasso di tempo non quantificabile, ma per esperienza ti assicuro che arriva un momento in cui i puntini si uniscono e tutto inizia ad avere senso.

È quello che mi è successo in questi mesi prima dopo e durante l’organizzazione del festival e della mostra. Ogni singola connessione acquisita negli anni ha immediatamente avuto una ragione, Tizio mi ha portato a Caio, che mi ha fatto parlare con Sempronio e dove direttamente non avevo la competenza c’era immediatamente qualcuno a cui chiedere che conosceva qualcun altro disposto ad aiutare. Capisci però che questa cosa non si crea in due minuti, queste connessioni si creano con la reputazione che ti fai in anni di lavoro, sono frutto di un dare e ricevere che all’inizio ti sembra fine a se stesso ma che poi sul lungo periodo crea la magia.

Ho imparato col tempo che essere onesti rispetto alle proprie competenze e chiedere quello che non sai a persone che ne sanno più di te, va bene: ti fa crescere! Che spesso da una domanda nasce confronto e dal confronto nasce rispetto reciproco, nascono collaborazioni e connessioni, possibilità nuove e crescita.

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Sara (Business Strategist per Artisti)

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